Virtua Fighter 5 R.E.V.O. Recensione

Virtua Fighter è un picchiaduro a movimento tridimensionale e fiore all’occhiello dal 1993 di SEGA. In questa sede parleremo della riedizione del quinto capitolo della saga, rilasciato nell’ormai lontano 2006. Un piccolo revival prima nell’attesa del nuovo capitolo della saga con uscita prevista entro quest’anno.
Lo sviluppatore è Ryu Ga Gotoku Studio, casa ben nota per la saga di Yakuza che proprio in questi giorni ha aggiunto alla folta schiera di iterazioni del suo brand il completamente fuori di testa Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii del quale potete trovare qui la recensione.
Virtua Fighter 5 R.E.V.O. Recensione | Rollback Netcode in azione
Con queste premesse per la riedizione di Virtua Fighter 5 in veste R.E.V.O c’era da ben sperare, in una mise interamente dedicata all’online che prometteva l’implementazione del rollback netcode al fine di garantire delle performance online degne di nota e far ripartire la scena competitiva in ottica del sesto capitolo.
Per chi fosse digiuno del linguaggio dei picchiaduro, il rollback netcode è una recente tecnologia in gradi di “predire” le mosse dei giocatori su schermo negli scenari online e tramite un sistema di caricamenti proporre un’esperienza fluida a bassissima latenza, atta a simulare gli scontri offline.

Nei titoli 2D l’implementazione del rollback è notoriamente più facile da far funzionare, mentre nei titoli 3D risulta essere decisamente più complessa, andando a sommare alle opzioni del netcode le tre dimensione e un range di possibilità molto più ampio da simulare.
Nonostante le diverse opzioni di rollback proposte: Qualità, performance e bilanciato, non si riesce a trovare una quadra per ottimizzare la formula ping e frame di rollback, rendendo nella maggior parte dei match l’esperienza online un disastro.
Un vero peccato per un’edizione che puntava forte sull’online andando a tagliare la modalità storia e altri vezzi proposti in precedenza e ammiccando all’utenza competitiva, che si trova ancora una volta relegata all’esperienza offline.
Virtua Fighter 5 R.E.V.O. | Meccaniche e Juggle
In Virtua Fighter 5 R.E.V.O. si riconferma la storica formula a 3 bottoni tanto apprezzata dai fan hardcore della saga, dove avremo a disposizione il bottone per la parata, quello per il calcio e il tasto dedicato alla parata. Niente in più semplice… in apparenza.
A tutto questo andiamo a sommare la pressione simultanea dei tasti sopracitati, aggiungendo altre 3 combinazioni alla formula, andando a sommare il movimento laterale, la storica dose di perfect frame, tempismi perfetti nell’esecuzione e un combattimento letale dove i round ad alto livello non sfiorano il minuto.
Come da tradizione di picchiaduro 3D ogni personaggio può vantare un gigantesco arsenale di mosse a disposizione (basta aggiungere la pressione simultanea di comando direzionale al relativo tasto e si apre a una pletora di mosse e stringhe di ampiezza esponenziale) e tantissime opzioni neutrali.

Il risultato è un titolo diabolicamente complesso nel quale investire ore e ore nello studio profondo del proprio personaggio, nell’approfondimento dei match up, schiantandosi contro un muro di legacy knowledge al pari del recente Tekken 8, che renderà praticamente impossibile battere un giocatore navigato.
Le combo sono di carattere squisitamente juggle, dove si palleggia in una buona dose di casi l’avversario in aria una volta entrati con un launcher, mentre si cerca di dominare lo spazio neutrale a suon di poke e whiff punish.
Siamo di fronte alla riedizione di un titolo duro e puro per gli amanti hardcore del genere che non aspettavo altro che una nuova occasione per vestire i panni di Akira Yuki, Jean Kujo e comprimari.
Virtua Fighter 5 R.E.V.O | L’importanza dell’esornativo
Virtua Fighter 5 R.E.V.O. non fa effettivamente nulla per rendersi esteticamente appetibile in un panorama di picchiaduro visibilmente spaccamascella e rimane ancorato all’estetica di 12 anni fa. Ogni miglioramento implementato è relativo al bilanciamento dei personaggi e al netcode (magari funzionassi davvero).
In un panorama composto dall’incredibile mise-en-scène grafica delle animazioni di Street Fighter 6, dagli abbaglianti shader ed effetti grafici dell’EWGF del clan Mishima di Tekken 8, quest’operazione nostalgia è esclusivamente mirata ai veterani della genere, che da troppo tempo attendevano come il messia una nuova installazione della saga.

Un’occasione sprecata in attesa del sesto capitolo della saga che dal teaser trailer rilasciato nell’ultimo mese sembra davvero esteticamente incredibile? Tutto sommato il prezzo di vendita di Virtual Fighter 5 R.E.V.O. si attesta sui 20 euro, somma più che dignitosa e giustificata per questo tipo di operazione.
Per questo motivo consiglio l’acquisto solamente a coloro che in attesa del sesto capitolo vogliono prendere confidenza con i combattenti iconici di SEGA e con lo schema piuttosto unico di comandi che propone (quanto odio la parata su bottone, abituato come sono alla pressione all’indietro del mio stick).
Virtua Fighter 5 R.E.V.O. Recensione | Conclusioni
Prendiamo questa riedizione di Virtua Fighter 5 come una training room offline sulla quale allenarci e sfidare i nostri amici in locale, così da approdare al sesto capitolo, incrociando le dita circa di miglioramenti necessari sul rollback netcode della prossima generazione.
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Una training room offline sulla quale allenarci e sfidare i nostri amici in locale
Pro
- Gameplay profondo e solido
- Cast meraviglioso
Contro
- Esteticamente antiquato
- Rollback Netcode da rivedere
- Pochissime modalità